LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI. IL MEZZALAMA DI DE FABIANI

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Una fase del Trofeo Mezzalama

Una fase del Trofeo Mezzalama
Una fase del Trofeo Mezzalama

Francesco De Fabiani, che nel finale della scorsa stagione ha conquistato la prima vittoria in Coppa del Mondo, si è tolto uno sfizio: ha preso parte al trofeo Mezzalama. Questo il racconto tratto dal suo blog.

Partenza rimandata alle 5.30 per dar modo che la finestra di tempo accettabile entrasse… Pioggia, neve e tempesta sui ghiacciai foschi e minacciosi del Monte Rosa erano ancora li. Ma le previsioni si avverano e permettono lo svolgimento di una ventesima edizione strepitosa. Un’edizione incerta ma soprattutto impegnativa e difficile. Nello sbucare al nevaio della Gnifetti sembrava di non aver avuto rispetto per la volontà del cielo, tanta era la forza del vento che rigettava indietro. E così fino al Naso, da dove invece cambiavano le prospettive: il sole definiva la sua presenza per tutta la gara e il cielo si ripuliva per permettere che tutto si svolgesse nel migliore dei modi. Certo dicevamo edizione impegnativa, visto che comunque il vento continuava a far sentire la sua presenza, soprattutto nello riempire le tracce di neve, obbligando i primi a battersi punti importanti di percorso. Proprio questo ha contribuito ad incidere sul tempo complessivo, oltre le cinque ore.

La salita iniziale, che dal capoluogo di Gressoney La Trinité, ha portato i concorrenti sul Naso del Lyskamm. seppur di oltre 2.500 metri di dislivello, non è stata decisiva da individuare il team vincitore. Dopo la discesa sul Sella, ripartono insieme 4 squadre, forse anche perché da qui la salita al Felik e quindi al Castore vede quella presenza di neve in traccia che nessuno voleva affrontare davanti. Ma è proprio in questo tratto che cambiano le cose, dove la squadra ITALIA 1 prende un vantaggio di 5 minuti sugli immediati inseguitori, che tiene nella discesa e nel traverso verso la gobba di Rollin  e fino al traguardo di Cervinia.
E’ così che Matteo Eydallin (IT), Michele Boscacci (IT) e Damiano Lenzi (IT) si aggiudicano il XX Mezzalama con il tempo di 5h10’49”, permettendo a Damiano Lenzi di vincere la Coppa del Mondo Long Distance ISMF e a Matteo Eydallin di raggiungere la terza vittoria della Maratona dei Ghiacciai. Al secondo posto, dopo un entusiasmante finale in discesa dal colle del Teodulo e per soli 17″, ITALIA 2 composta da Robert Antonioli (IT), Lorenzo Holzknecht (IT) e Manfred Reichegger (IT) precede la terza classificata, Team Dynafit 4 di Anton Palzer (DE), Martin Anthamatten (CH) e Pietro Lanfranchi (IT).
Vittoria a sorpresa tra le donne del team Emelie/Axelle/Jennifer di Emelie Forsberg (SE), Axelle Mollaret (FR) e Jennifer Fiechter (CH) in 6h35’09’’ e 16° assolute, che hanno tallonato le favorite Laetitia Roux (Francia), Mireia Mirò Varela (Spagna) e Severine Pont Combe (Svizzera) nella prima parte di gara, e le hanno superate sul Naso del Lyskamm, mantenendo poi un esiguo vantaggio fino al traguardo. Al terzo posto la squadra Dynafit – Saint Hubertus Cervinia con Tatiana Locatelli (IT) e le sorelle Katrin e Annie Bieler.


E’ stata un’esperienza indimenticabile – Mi sentivo bene e tutta la prima parte di gara è passata velocemente. Al Rifugio Mantova (primo cancello orario) oltre a legarci abbiamo deciso di indossare i nostri piumini per via delle fortissime raffiche di vento freddo che sferzavano il ghiacciaio. All’arrivo alla base del Naso il vento era già calato notevolmente mentre noi calzavamo per la prima volta i ramponi al fine di continuare la salita. Giunti sulla cima del Naso del Lyskamm appena il tempo di guardarsi attorno e poi giù per il versante occidentale, che grazie al grande lavoro delle guide, tra gradoni e corde fisse, permetteva una discesa veloce ed in sicurezza. Con gli sci ai piedi raggiungemmo il Rifugio Quintino Sella dove ad aspettarci trovammo Chicco Pellegrino, reclutato da Silvano Gadin come telecronista, il quale come da copione non esitò a tirarci quella scherzosa, ma io credo anche invidiosa, palla di neve… Da qui iniziava la seconda salita, di gran lunga più breve della prima, ma che mi sembrò piuttosto lunga per via del mal di testa da quota. A causa infatti del problema al piede sinistro che ha caratterizzato la mia seconda parte di stagione e che si era riacutizzato durante un sciata in Val Ferret avevo dovuto rinunciare a numerose escursioni di preparazione a 4000 metri. Sulla cima del Castore sapevamo che ormai la parte più dura era andata, ma non era ancora finita, quindi dovevamo mantenere alta la concentrazione anche perché non eravamo intenzionati a farci battere dalla prima squadra femminile, che durante la salita appena conclusa ci aveva oltrepassato e staccato. Così da bravi fondisti abbiamo cercato di recuperare il più possibile nella parte in falso piano del traverso che porta al Colle del Breithorn, ma non è stato sufficiente, e allora giù a tutta birra per le piste di Cervinia. Solo nella zona di Cime Bianche le ripassammo e ci portammo al traguardo in 15a posizione. Qua con somma soddisfazione ci abbracciammo e col pensiero rivolto al nonno una lacrimuccia mi scappò.

Ringrazio di cuore in i miei compagni di squadra: François Ronc Cella e Claudio Consagra; ma anche coloro che ci hanno assistito, sostenuto ed aiutato durante la gara; i nostri partner: Centro Sportivo Esercito, Dynafit, Pellissier Helicopter e Salice; e ringrazio anche gli amici di Icarus 2.0 che mi hanno permesso di documentare e condividere questa mia bellissima esperianza.

Complimenti ai miei colleghi che non hanno deluso le aspettative e soprattutto alle mie cugine: Katrin e Annie Bieler che hanno portato a termine la gara in 3a posizione femminile assoluta! Brave!