PELLEGRINO-NOECKLER: TERZI CON TESTA E CUORE

0
29

TERZI CON LA TESTA E CON IL CUORE

Federico e Dietmar Noeckler a podio nella team sprint di Dobbiaco dopo una caduta.

Il podio della Team sprint di Dobbiaco (foto Pierre Teyssot)
Il podio della Team sprint di Dobbiaco (foto Pierre Teyssot)

“Quando sono caduto ho pensato che fosse finita. Addio vittoria e addio anche alla possibilità di un podio. Ma poi ho iniziato a menare per cercare di chiudere il buco con chi se ne stava andando, e in fretta, a prendersi la vittoria”. Federico Pellegrino e Dietmar Noeckler erano in rampa di lancio per la prima vittoria della stagione e per il bis dopo aver vinto la team sprint di Planica nel 2016. A tirarli giù dalla rampa di Dobbiaco ci ha pensato lo svedese Teodor Petterson che, con un contatto, ha buttato giù Pellegrino nel secondo giro della finale. “Sono ripartito ultimo, ho chiuso lo svantaggio che avevamo e ho dato il cambio a Didi. Lui ha fatto un buon ultimo giro e quando è toccato a me per l’ultima mia tornata mi sono accodato a Canada e Svezia. Sapevo di non poter andare davanti perché, soprattutto oggi, con una neve molto veloce, avrebbe voluto dire essere superati in fondo alla discesa. E’ stata una finale molto veloce e tirata. Avremmo voluto qualcosa in più ma vista come si è sviluppata la gara è un terzo posto che vale molto”. Nella volata finale Federico ha chiuso dietro il canadese Alex Harvey e lo svedese Oscar Svensson, due marcantoni. “Sono stato l’unico fondista sotto i 75 chili là davanti – racconta Pelle -. Era una gara per pesi massimi, dove essere dei giganti contava parecchio. Per questo sono contento di ciò che io e Didi siamo riusciti a fare. Così come quello che hanno saputo proporci gli skimen: avevamo sci molto veloci. Le mie gambe, finalmente, girano e lo fanno sempre meglio. Sono riuscito ad essere protagonista in tutte e due le gare di Dobbiaco e se ieri l’ho persa io, oggi ci siamo presi con i denti il terzo posto. In questa team sprint bisognava correre con la testa e con il cuore: essere tattici e risparmiare energie per l’ultimissimo momento ma, non commettere l’errore di andare davanti prima dell’ultima discesa”.