RIVOLUZIONE SKIROLL: LA PAROLA ALLE AZIENDE

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8th ODLO City Biathlon, Puettlingen (GER)Archiviate le prime due tappe di Coppa del Mondo di Skiroll, proviamo ad analizzare la situazione relativa alle modifiche regolamentari che hanno apportato cambi radicali alla disciplina. Per certi aspetti, sono emersi segnali positivi, anche in chiave azzurra: lo spettacolo e le sfide avvincenti non sono mancate e la classifica parziale parla di un terzo posto provvisorio di Emanuele Becchis nella graduatoria maschile dopo due tappe, dall’altra parte, quella degli aspetti negativi, pesa con un macigno la cancellazione della tappa tedesca di Bad Peterstal causata dalla scarsa adesione degli atleti. L’obiettivo della Federazione internazionale è quello di dare nuova linfa alla specialità estiva, arrivando ad identificare la disciplina come summer cross country, ma quanto è lontano questo obiettivo?

A

bbiamo deciso di dare voce alle aziende produttrici, sottoponendo loro tre domande standard. I quesiti a cui abbiamo chiesto di rispondere sono i seguenti:

1. Come sono i rapporti tra le aziende e la FIS in questo ultimo anno?

2. Quali sono le conseguenze che prevedete per i produttori in seguito a questi cambiamenti?

3. Quali azioni consiglieresti alla commissione FIS dello skiroll?

 

 

 

skiroll-fiemme-trentino-1-Francesco Lodovico Nones – Globulo Nero

1. Tre anni fa io ho fatto una lettera in Fis dove presentavo una proposta per non far fare lo stesso errore che sta facendo l’IBU. In sintesi la proposta era questa: la federazione trovava un fornitore neutrale di gomma che forniva un gomma FIS Approved in esclusiva per le aziende che avrebbero aderito al progetto: questo consente alla FIS di avere un controllo sicuro sulla velocità e di avere delle royalty sul prodotto.

Allungare la lunghezza minima delle aste da skating a 65/70 cm per avere un movimento simile allo sci: questo permette agli allenatori delle nazionali di poter far fare le gare FIS di skiroll senza problemi. Il cambio di rotta della FIS è stato fatto anche sulla base di questa proposta. Per quanto riguarda il primo quesito, in questo ultimo anno i rapporti con la Federazione non sono cambiati, se non per chi come me si è interessato della cosa.

2. Se verrà istituito in regolamento FIS che prevede una sorta di mono gomma per le gare FIS, vuol dire che sul mercato qualsiasi praticante può acquistare la ruota FIS Approved, questo potrà permetter in futuro di organizzare eventi tipo Marcialonga Summer con un regime di mono gomma che renderebbe la manifestazione più sicura e potrebbe entrare a far parte di un possibile circuito di gare distance che in scandinavia c’è già. Inoltre alle gare FIS parteciperanno più atleti della coppa del mondo invernale perché gli attrezzi si avvicinano o sono uguali a quelli usati in allenamento, questo lo dicono gli stessi allenatori interpellati dai delegati responsabili.

3. Come anticipato, nella proposta fatta a suo tempo ho specificato il perché del fornitore unico di gomma: questo permette a tutti i produttori di avere i propri skiroll con le proprie meccaniche in gara, cosa che non avviene già in diverse gare al nord. Limitare ad un fornitore unico l’attrezzo, quindi obbligare anche atleti sponsorizzati da altre aziende ad usare altri attrezzi? Penso nessun fornitore voglia questo. Quello che si deve fare è puntare ad un format che permetta di avere attrezzi il più vicino possibile allo sci, come era prima che lo skiroll entrasse nella Federazione di Pattinaggio, non limitarsi ad un unico fornitore di skiroll ma puntare ad averne di più, attrarre fondisti di coppa del mondo che gareggiano d’estate per avere più e portare lo skiroll in location inedite ma preparate ad un evento sportivo come Spagna, Brasile, Grecia.

 

csm_Fischer_Rollski_Slider5_6d875c8ccdCarlo Crestani – Skiskett

1. Noi abbiamo avuto alcuni colloqui informali con responsabili FIS, mai ufficiali e non siamo al corrente di rapporti di altre aziende con la FIS in questo ultimo anno.

2. In questa fase riteniamo che i cambiamenti fatti non produrranno alcuna conseguenza per i produttori di skiroll. Dovessero però venire applicati a più ampio spettro, crediamo che produrranno il negativo effetto del blocco della ricerca sui nuovi materiali, in particolare quelli performanti da gara che, come succede in tutti i settori, sono da traino alle più importanti innovazioni, con conseguente perdita di interesse per le aziende anche sulla ricerca per gli altri materiali, che hanno inferiori necessità.

3. Si sta operando su regole applicate a gare di alto livello, Campionati e Coppe internazionali, e gli atleti che vi partecipano sono (e debbono essere) preparati a tale performance. Riteniamo errato voler “zavorrare” i concorrenti di gare ad alto livello affinché possano competere in queste prove con gli appassionati della domenica o per renderle appetibili ad atleti di Coppa del Mondo del fondo, che hanno ampiamente dimostrato di essere competitivi anche con gli skiroll veloci. Inoltre certamente si perde in spettacolarità in gare che, viceversa, ne necessitano. Questa stagione vedrà 2 gare di Coppa del Mondo (Bad Peterstal e Madona) che applicheranno questa nuova norma, peraltro facoltativa a scelta del Comitato Organizzatore; se a queste gare si vedrà un’ampia affluenza di atleti provenienti dalle liste della Coppa del Mondo di fondo (dato che il fondista della domenica non vi può partecipare), vorrà dire che è stato fatto un passo avanti e sono pronto a ridiscutere le mie teorie; viceversa sarà la dimostrazione lampante che la strada imboccata non è quella giusta. Se, invece, fossero regole da applicare a gare popolari, di massa, cambia completamente il discorso. Il mio suggerimento alla commissione circa le norme per gli skiroll da gara è di allungare la misura minima del telaio (portare l’interasse a 650 o 700 mm, in luogo degli attuali 530 mm) per ridurre la velocità di esecuzione (il numero di passi) del passo pattinato, che è la cosa più difforme dallo sci di fondo. Se poi si vuole ulteriormente cercare di abbassare la velocità, si potrebbe diminuire il diametro delle ruote da 100 a 80 mm. Queste sono norme utili e soprattutto facilmente controllabili.

 

csm_ROLLSKI_1_109170b2d2Sergio Montagner – Rolski

1. Sinceramente, non so se altre aziende hanno contatti con FIS. Per quanto mi riguarda, non ho avuto alcun contatto.

2. Le conseguenze di queste scelte sono pessime per quasi tutti i produttori di skiroll, perché, come è già successo nel biathlon, solo pochi costruttori potranno sostenere il costo di fare forniture gratuite in occasione delle gare di Coppa per attrezzare tutti gli atleti con gli stessi skiroll. Questo butterà ai margini del mercato tutti gli altri. Tra l’altro le linee guida che stanno emergendo dalla FIS sul tipo di ruote lente da usare indica una assoluta incompetenza tecnica della materia.

3. Ho una idea per risolvere la questione ma non voglio e non posso parlarne ora: la sto preparando e potrei essere pronto a breve.

 

Daniele D’Incal – Ski Way

1. Innanzitutto desidero sottolineare che nessuno della FIS mi ha contatto per sapere la mia opinione, e non mi risulta che altri produttori siano stati consultati.

2. In linea di principio sono d’accordo nell’adozione di ruote lente, se queste possono favorire l’avvicinamento in Coppa del Mondo di atleti dello sci nordico. Tuttavia credo che la scelta più giusta sia una soluzione intermedia: la FIS dovrebbe prevedere la fornitura di ruote di un unico produttore a tutti team e lasciare che gli atleti utilizzino le aste del produttore di fiducia perché se non fosse così, cosa andremmo a fare noi piccoli produttori di skiroll alle gare di Coppa del Mondo? Quella è la nostra vetrina promozionale!

3. Entrando nel merito delle dimensioni degli skiroll, credo che per la tecnica classica una misura tra i 60 e i 70 cm possa andare bene, mentre per quanto riguarda lo skating i 60 cm sono troppi: io suggerirei di restare sulla distanza di 53 centimetri. Per quanto concerne la durezza della gomma, la tecnica libera dovrebbe stare intorno ai 78/82 A: al di sotto di questo valore rischiamo di avere un gesto snaturato, nel caso di atleti piuttosto pesanti. In conclusione non credo sia giusto affidare il monopolio ad un unico brand come viene fatto nel biathlon estivo, perché questo decreterebbe la fine dei produttori italiani.